Premio Vermentino 2026: ecco la cinquina finalista. A Robert Camuto la Narrativa straniera

La corsa verso il Vermentino 2026 si restringe a cinque titoli.
Trenta opere candidate, ventiquattro case editrici e un lungo lavoro di lettura, analisi e confronto. La Giuria ha concluso uno dei passaggi più delicati della X edizione del Premio nazionale eno-letterario Vermentino, individuando le cinque opere che approdano alla fase finale.
Una selezione particolarmente impegnativa, maturata all’interno di un panorama editoriale ampio e articolato, fatto di voci, storie e registri narrativi molto diversi tra loro. Il lavoro dei giurati è partito dalla lettura individuale dei volumi ed è proseguito attraverso le schede di valutazione e il successivo confronto, fino ad arrivare a una sintesi condivisa.
Al centro della valutazione non soltanto la qualità della scrittura, ma anche la costruzione delle storie e dei personaggi, l’originalità delle opere e la loro capacità di intrecciare la narrazione con il vino, i territori e la cultura che li attraversa. Un confronto reso ancora più ricco dalla composizione stessa della Giuria, presieduta quest’anno da Stefano Visconti (Presidente della Camera di Commercio Nord Sardegna), che riunisce competenze ed esperienze provenienti dal mondo della letteratura, dell’editoria, delle Istituzioni e della cultura enologica.

A conquistare un posto nella cinquina della X edizione sono:

  • Come sale sulla pelle di Anna Pavignano, Piemme;
  • Nate dalla tempesta di Alessia Coppola, Fazi Editore;
  • Il cuoco giapponese di Lucia Visonà, Einaudi;
  • Per un’ora d’amore di Piergiorgio Pulixi, Rizzoli;
  • Prima che scada il tempo di Paolo Massobrio, il Golosario&Golosaria.

Cinque opere e cinque modi differenti di attraversare la narrazione, accomunati ora dallo stesso traguardo: l’accesso alla finale di un’edizione particolarmente significativa, quella che celebra i primi dieci anni del Premio.

Un primo verdetto, intanto, è già arrivato. Robert V. Camuto, scrittore e giornalista americano, conquista con Altrove a Sud, pubblicato da Edizioni Ampelos, la menzione dedicata alla Narrativa straniera. Introdotta nel 2025, amplia lo sguardo del Vermentino oltre i confini italiani e valorizza opere di narrativa straniera tradotte in italiano capaci di mantenere un legame significativo con il vino, i territori e le culture che li esprimono. In Altrove a Sud, Camuto attraversa il Mezzogiorno italiano raccontandone vini, luoghi e persone: un viaggio nel quale il vino diventa chiave di lettura dei territori e delle comunità, ma anche filo narrativo capace di unire incontri, paesaggi e storie.

Per conoscere, invece, quale dei cinque titoli entrerà nell’Albo d’oro come vincitore del Premio Vermentino 2026 bisognerà attendere il prossimo 10 ottobre.
L’appuntamento è alle ore 10.00 al Museo Archeologico di Olbia, dove autori, editori e protagonisti del mondo della cultura si ritroveranno per la cerimonia conclusiva della decima edizione. Sarà in quella occasione che verrà svelato il nome che succederà a Cristina Caboni, vincitrice nel 2025 con La ragazza senza radici, pubblicato da Garzanti.
A guidare il pubblico nel corso della mattinata sarà Clizia Fornasier, attrice e scrittrice, che raccoglie il testimone dopo le tre edizioni condotte da Neri Marcorè. Per lei sarà anche un ritorno al Vermentino da una prospettiva nuova: nel 2025 era stata infatti tra le autrici finaliste con Volevo sognarmi lontana, edito da Harper Collins, opera insignita di una menzione speciale.
Dalle pagine al palco, dunque, per accompagnare il Premio verso il momento più atteso della sua decima edizione.

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