Dieci anni di storie, di vino e di territori. Il Premio nazionale eno-letterario Vermentino ha celebrato sabato 10 ottobre, al Museo Archeologico di Olbia, il traguardo della sua decima edizione. Una mattinata intensa, partecipata e ricca di emozioni, che ha intrecciato il racconto di un progetto cresciuto negli anni con quello, più intimo e personale, degli scrittori protagonisti della finale.
A conquistare il Premio Vermentino 2026 è stato «Il cuoco giapponese» di Lucia Visonà, edito da Einaudi, scelto dalla Giuria tra le opere finaliste. Un riconoscimento che suggella un percorso letterario nel quale la qualità della scrittura incontra i valori e le suggestioni che da sempre ispirano il Premio.
A guidare il pubblico in questo viaggio è stata un’impeccabile Clizia Fornasier, attrice e scrittrice, già finalista della precedente edizione, che con sensibilità, naturalezza e grande trasporto ha saputo dare alla cerimonia un carattere particolarmente appassionante. Più che una conduttrice, una vera e propria “narratrice”. Non soltanto le trame e i personaggi dei romanzi, ma anche le persone che si nascondono dietro le copertine: ricordi d’infanzia, luoghi del cuore, piccoli frammenti di vita. Un modo originale e autentico per avvicinarsi agli autori e provare a rispondere a una domanda tanto semplice quanto affascinante: come nasce uno scrittore?
Il tema delle radici ha così accompagnato l’intera mattinata, muovendosi su due piani paralleli.
Da una parte quelle del Premio, nato da un’intuizione della Camera di Commercio Nord Sardegna e cresciuto grazie all’impegno condiviso delle istituzioni, dei partner e delle tante persone che, edizione dopo edizione, hanno creduto nella capacità della letteratura di raccontare e valorizzare il vino e i territori. Dall’altra, le radici degli autori, cercate nei loro ricordi e nelle esperienze che, nel tempo, diventano materia narrativa.
Accanto al riconoscimento principale, per il quarto anno consecutivo è stato assegnato il Premio Territorio, attribuito al romanzo «Come sale sulla pelle» di Anna Pavignano, edito da Piemme. La Menzione Narrativa straniera è andata invece ad «Altrove a sud» di Robert V. Camuto, pubblicato da Edizioni Ampelos.
Tre le Menzioni speciali, conferite ad altrettante opere distintesi per qualità e originalità della scrittura: «Nate dalla tempesta» di Alessia Coppola (Fazi Editore), «Prima che scada il tempo» di Paolo Massobrio (il Golosario e Golosaria) e «Per un’ora d’amore» di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli). Sei opere premiate, sei riconoscimenti che restituiscono la varietà delle voci e delle prospettive narrative incontrate lungo il percorso di questa decima edizione.
Ad impreziosire la cerimonia è stato il contributo degli studenti del Liceo classico-linguistico “A. Gramsci” di Olbia, protagonisti di una collaborazione che ha portato sul palco linguaggi e sensibilità differenti. Guidati dall’attore Daniele Monachella, i ragazzi hanno dato voce alle pagine dei volumi finalisti attraverso un reading letterario e realizzato originali booktrailer, cimentandosi anche nella composizione di musiche inedite. Un’esperienza capace di trasformare la lettura in interpretazione, creatività e partecipazione, avvicinando le nuove generazioni al mondo della letteratura.
In sala, un pubblico partecipe e divertito ha accompagnato con calore i diversi momenti della premiazione, contribuendo a creare quell’atmosfera di incontro e condivisione che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili del Premio. A raccontare l’evento anche alcuni book influencer, la cui presenza e il dialogo con le rispettive community hanno arricchito il percorso di comunicazione e diffusione del progetto, ampliandone la capacità di raggiungere nuovi lettori.
Un rapporto con il pubblico che si rafforza anche attraverso le librerie, grazie all’accordo siglato nel 2025 con l’ALI – Associazione Librai Italiani e confermato per questa decima edizione. Una collaborazione che ha portato il Premio in circa 100 librerie associate in tutta Italia, con espositori dedicati alle opere protagoniste del concorso, affiancate da bottiglie di Vermentino offerte dal Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG, partner dell’iniziativa. Un modo concreto per far incontrare, anche tra gli scaffali delle librerie, le due anime del Premio: la letteratura e il vino. E per raggiungere nuovi lettori, ben oltre i confini dei territori in cui il progetto è nato.
Il decimo anniversario è stato così molto più di una ricorrenza celebrativa. È diventato l’occasione per guardare al cammino compiuto, riconoscere il valore delle collaborazioni costruite nel tempo e rinnovare una visione che mette in relazione libri, vino, cultura e identità territoriali.
A tutti coloro che, con passione, tenacia e impegno, hanno contribuito alla crescita del Premio va un ringraziamento sincero. Alle istituzioni, ai partner, agli editori, agli autori, ai giurati, ai librai, ai giornalisti e agli operatori della comunicazione, al Comitato di Sviluppo ma anche a tutti i lettori e a quanti hanno accompagnato questo percorso, rendendo possibile la trasformazione di un’intuizione in un appuntamento culturale capace di rinnovarsi anno dopo anno.
Dieci anni sono un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza. Perché le radici non servono soltanto a custodire ciò che è stato: danno forza a ciò che verrà. E il Premio Vermentino, dopo dieci edizioni, continua a guardare avanti, pronto a intrecciare nuove storie e a solcare nuovi orizzonti.














